LA STORIA:

DAL FRONTE DELLA GIOVENTU' AD AZIONE GIOVANI


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La fine degli anni Sessanta aveva visto i movimenti giovanili di destra in difficoltà di fronte al cavalcare della sinistra del malcontento giovanile esploso con le contestazioni del 1968.


La fusione tra Giovane Italia e Raggruppamento Giovanile


Nel tentativo di superare tale empasse e creare una organizzazione dei giovani di destra più forte e articolata, all'inizio degli anni Settanta, Massimo Anderson e Pietro Cerullo, fecero confluire i principali movimenti giovanili di destra del tempo, ossia la Giovane Italia e il Raggruppamento Giovanile degli studenti e lavoratori in un nuovo soggetto politico chiamato “Fronte della Gioventù”.



La violenza politica


La strada per il Fronte della Gioventù fu subito in salita: schiacciato da un lato da un assetto istituzionale che tentò in ogni modo di emarginarli, dall'altro dalla violenza dalle forze extraparlamentari di sinistra, il movimento giovanile nei primi anni della sua vita assistette all'omicidio di molti suoi iscritti (i più famosi furono Sergio Ramelli, Mikis Mantakas e Paolo di Nella) e il ferimento di numerosi altri, in una escalation di violenza che culminò con la strage di via Acca Larenzia.

Proprio in reazione a tali luttuosi eventi eventi, alcuni militanti del Fronte della Gioventù, in totale rottura con esso ed in antitesi con la politica del movimento, abbandonarono l'organizzazione per intraprendere la via del terrorismo in gruppi quali Ordine Nuovo, Terza Posizione e i Nuclei Armati Rivoluzionari. Tra questi Franco Freda e Francesca Mambro.

Nonostante le numerose difficoltà, il Fronte della Gioventù continuò ad attirare un notevole numero di giovani, colpendo l'attenzione di molti osservatori politici.

Nel 1977 l'autonomia del FdG rispetto al MSI fu seriamente compromessa: in seguito ad una scissione interna al partito e all'abbandono dello stesso da parte di Massimo Anderson, Giorgio Almirante commissariò questa organizzazione, e il 7 giugno nominò come nuovo segretario del FdG Gianfranco Fini, allora venticinquenne.

Fini rimase in carica sino al 1988, quando passò ad occuparsi esclusivamente del partito, lasciando il posto a Gianni Alemanno.

La Segreteria di Gianni Alemanno, che faceva capo alla componente Rautiana (minoritaria nel MSI-DN ma maggioritaria in quegli anni nel Fronte) si caratterizzò rispetto alla gestione Fini per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche antiamericane ed antioccidentali: a questo proposito va ricordata la manifestazione di protesta compiuta nel 1989 durante la visita di George H. W. Bush al cimitero americano di Nettuno, che culminò con l'arresto di 11 militanti del Fronte tra i quali lo stesso Gianni Alemanno e Fabio Rampelli.

Negli stessi anni viene nominato Presidente del Fronte della Gioventù Maurizio Gasparri , facente capo alla componente finiana, creando così di fatto una Diarchia interna, che aveva lo scopo di evitare tensioni correntizie e di consentire un parziale controllo dell'organizzazione giovanile da parte maggioranza interna dell'MSI-DN, ma che finì di fatto col dividere il movimento in due tronconi spesso in aperta polemica tra loro. Si susseguirono poi alla guida del Fronte della Gioventù Giuseppe Scopelliti e Basilio Catanoso che la traghettò in Azione Giovani.



Organizzazione interna


L'iscrizione al Fronte della Gioventù era aperta ai giovani che avevano compiuto il 14° anno di età e non superato il 21° (o il 26° se si tratta di dirigenti).

Le iscrizioni non erano “automatiche”, ma venivano accettate solo dopo un certo periodo di frequenza e di militanza e dopo aver seguito riunioni e corsi di formazione; ciò al fine di far aderire solo persone con una certa preparazione politica e con cognizione di causa.

L'iscrizione al Fronte della Gioventù era distinta ed autonoma rispetto all'iscrizione al Movimento Sociale Italiano; ciò a testimonianza di una certa autonomia del movimento giovanile rispetto al partito di riferimento.

Proprio per questo motivo gli associati venivano suddivisi in militanti e aderenti: i militanti erano i giovani che risultavano contemporaneamente iscritti sia al MSI che al FdG, gli aderenti invece erano i giovani che risultavano iscritti soltanto al FdG.

Il Fronte della Gioventù si articolava in due settori: la corporazione studentesca e le formazioni giovanili nel lavoro, ognuna delle quali aveva un suo Consiglio Nazionale e in tutte le province e i comuni d'Italia i propri quadri corrispondenti.

A livello provinciale il Fronte della Gioventù era organizzato tramite un segretario provinciale coadiuvato da un direttivo; negli istituti scolastici, in cui l'organizzazione era presente, era nominato un responsabile (detto fiduciario).

 


 

FIUGGI,1995: La Svolta

 

In seguito alla svolta di Fiuggi del 1995 che aveva portato alla nascita di Alleanza Nazionale, nel 1996 fu organizzato a Rieti un congresso nazionale a cui presero parte i rappresentanti del Fronte della Gioventù, di Fare Fronte e del Fronte Universitario d'Azione Nazionale, ovvero le organizzazioni giovanili storiche del Movimento Sociale Italiano.

Durante tale congresso furono riprese ed ampliate le tematiche già espresse a Fiuggi e si giunse alla decisione di fondere i tre gruppi giovanili partecipanti in un nuovo movimento giovanile denominato Azione Giovani.

Venne eletto presidente Basilio Catanoso che in quel congresso ebbe la meglio su Alberto Arrighi.

Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, nomina un comitato di reggenza nazionale di Azione Giovani, composta da Giorgia Meloni (coordinatrice), Nicola Caldarone e Alberto Arrighi.


L'ultimo congresso in ordine di tempo si è svolto il 27 e 28 marzo 2004 a Viterbo, dove è stata eletta presidente del movimento Giorgia Meloni.


Simbolo


Il simbolo di Azione Giovani è costituito da una fiaccola tricolore sollevata da una mano verso l'alto ad illuminare simbolicamente il cammino.

La fiamma tricolore che sovrasta la torcia è inclinata verso destra sia per simulare il movimento, che per simboleggiare l'avanzare della passione politica nella propria vita e nella società civile.


Sottogruppi


Azione Universitaria, composto dai giovani universitari del movimento.


Azione Studentesca, composto dai giovani studenti delle scuole superiori del movimento.
 


Atreju


Ogni anno nel mese di settembre si svolge nel quartiere Eur di Roma, "Atreju", la festa nazionale di Azione Giovani.

Giunto nel 2006 alla settima edizione, ha ospitato, oltre ad altri interventi, il dibattito Fini-Bertinotti, molto criticato negli ambienti della sinistra radicale.